Luglio 25, 2021

Decreto liberalizzazioni: cosa cambia nel settore assicurativo

 

Con l’avvento del Decreto liberalizzazioni, in vigore da gennaio e convertito con non poche modifiche a marzo, sono cambiate molte cose in tanti settori economici italiani, in particolare, quello assicurativo è quello che ha subito le maggiori modifiche.

Sono cambiate molte cose in questo ambito, sia per quanto riguarda la tutela del cliente nei confronti di un risparmio più significativo nei preventivi assicurativi rispetto a quanto avvenuto fino ad ora in relazione ai comportamenti virtuosi alla guida che per l’accertamento della riduzione dei fattori di rischio attraverso ad esempio l’installazione della scatola nera a bordo, ma sono state prese interessanti direttive anche per quanto riguarda il risarcimento dei danni a seguito dei sinistri.

Sono infatti cambiate le norme sulla risarcibilità dei danni alla persona di lieve entità e sono state istituite procedure diverse in caso di danno biologico permanente o temporaneo.

I principi di individuazione del danno biologico sono rimasti invariati, sono stati definiti invece i dettagli su come questo debba essere rilevato. Nel decreto infatti si fa cenno al fatto che solo i danni che possano essere accertati strumentalmente in modo quindi oggettivo potranno essere risarciti. Molti commentatori però hanno obiettato il fatto che moltissimi tra i più comuni danni che le assicurazioni auto si trovano a trattare, spesso non possono essere accertati tramite strumenti ma solo grazie all’occhio esperto del medico, che deve quindi valere esattamente come uno strumento oggettivo di misurazione.

Le nuove norme perciò non fanno altro che richiamare tutte le parti in causa (danneggiato, assicurazione, medico) ad un maggior rigore. Le lesioni, anche se di lieve entità, devono avere un reale fondamento oggettivo e devono poter essere accertate tramite una rigorosa verifica medico-legale.

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