Dicembre 2, 2020

Fare Trading nel 2020: quali sono gli asset dove investire?

Andato in archivio un anno, il 2019, particolarmente soddisfacente per la maggior parte degli investitori, contraddistinto da rendimenti sostanziosi in tutti i comparti, dall’azionario all’obbligazionario, gli investitori, ora, si chiedono cosa succederà nel nuovo anno. Un dilemma più che legittimo: da anni, infatti, non si vedevano degli incrementi così elevati nei mercati finanziari. Anche i detentori dei titoli di stato, grazie alla repentina discesa dello spread, hanno potuto trarre dei profitti considerevoli. Ed ora, complice anche l’ulteriore sforbiciata ai tassi di interesse, si trovano spiazzati sulle modalità di ricollocamento delle proprie risorse finanziarie. 

Trading online: un valido supporto per i risparmiatori

Diventa quindi indispensabile, specie nel 2020, abbracciare un concetto cardine dell’educazione finanziaria: diversificare. E farlo sia negli asset che nella ripartizione geografica dei titoli prescelti. In tal senso, una modalità, più di ogni altra, riesce ad ottimizzare al meglio i concetti poc’anzi citati: fare trading online. Un modus operandi virtuoso, che conosce un numero crescente di “adepti” col passare del tempo grazie agli indubbi vantaggi che è in grado di offrire al “popolo” degli investitori.

Basti pensare, ad esempio, alle commissioni di negoziazione quando si effettua un’operazione di compravendita, decisamente più convenienti, talvolta addirittura nulle, rispetto al canale bancario. Un vantaggio, ormai, noto a tutti. Come lo è quello di poter ottimizzare, al meglio, il prezzo nell’acquistare o vendere un titolo, che si può comodamente effettuare con un semplice click. 

Mercati azionari: 2019 strepitoso dovuto, in parte, alla discesa del 2018

Un mercato molto amato dai trader, già noto prima dell’esplosione del fenomeno “trading online”, è quello azionario. Da sempre considerato quasi un azzardo, a causa anche dello scoppio di alcune “bolle finanziarie”, è in grado in alcune fasi, invece, di poter regalare soddisfazioni a chi decide di allocare una parte dei propri risparmi. E l’esempio più fulgido, in tal senso, lo si è visto nell’anno appena andato in archivio: la maggior parte dei mercati finanziari ha regalato rendimenti a doppia cifra

Tuttavia, per comprendere meglio gli straordinari incrementi regalati da questo mercato, non si può trascendere dai ribassi, piuttosto sostanziosi (seppur ampiamente superati dalle performance del 2019), degli ultimi sei mesi del 2018, epoca in cui regnava l’incertezza a causa, in primis, della minaccia di Trump di imporre dazi significativi alla Cina. Una manovra elettorale, complici le elezioni di “Mid-Term”, che col passare del tempo si è affievolita, per poi palesarsi in tono decisamente meno vigoroso di quanto paventato, originariamente, dal presidente degli States. 

Trading 2020: quali sono gli asset più invitanti?

Lo scenario attuale sembra ancora favorevole per investire nei mercati azionari, anche se i rendimenti, giocoforza, non potranno essere straordinari come quelli del recente passato. I motivi, fondamentalmente, sono due: le elezioni americane di novembre, che “costringeranno” Trump ad attuare politiche di sostegno all’economia e al mondo finanziario per non bruciarsi la chance di essere rieletto, già oggi fortemente in bilico per l’accusa di “impeachment”; l’accomodante politica economica della Banca Centrale Europea (taglio dei tassi dallo 0,40 allo 0,50%) e delle Federal Reserve (tre tagli negli ultimi dodici mesi). Questi aspetti dovrebbero favorire una moderata crescita dei mercati azionari, anche se il fattore “timing” risulterà indubbiamente più importante degli scorsi dodici mesi. 

Le cosiddette operazioni “lampo”, particolarmente amate proprio da chi fa trading, potrebbero essere un leitmotiv del 2020. I mercati azionari, però, non sono certo l’unico canale d’accesso che potrebbe regalare soddisfazioni ai trader di tutto il mondo. Altri comparti potrebbero essere forieri di soddisfazioni. Quello delle criptovalute, ad esempio, potrebbe essere sostenuto dall’entrata in vigore di “Libra”, la moneta virtuale di Facebook che, nel 2020, dovrebbe vedere la luce. Pur non potendola definire una vera e propria criptovaluta, essa potrebbe rappresentare un vero e proprio spartiacque nel mondo dei pagamenti, portando, seppur indirettamente, grandi benefici anche alle già esistenti monete virtuali
Particolare attenzione, poi, va prestata agli ETF di alcune commodities come l’oro (che nelle eventuali fasi ribassiste potrebbe costituire un “porto sicuro”) e il petrolio; quest’ultimo, a causa soprattutto della situazione di grande incertezza in Medio Oriente, potrebbe essere particolarmente volatile e risultare alquanto stuzzicante nel caso il prezzo dell’oro nero accusasse dei ribassi significativi.

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