Settembre 26, 2020

Unicredid: oggi va giù di 3,43 %

Non se la sono passati bene oggi i titoli bancari oggi inborsa. Partiamo subito con quello (tra i più grossi) peggiori: Unicredit. Il titolo va giù del 3,43 % e si attesta a 0,6905. Tutto questo avviene alla vigilia del raggruppamento azionario.

E’ stato emesso un comunicato che dice che la  fondazione Manodori ha  aderirà parzialmente all’aumento di capitale da 7,5 miliardi di euro dell’istituto. La conseguenza sarà logicamente quella di far scendere dallo 0,79% allo 0,5% il peso della Fondazione dall’azionariato della banca. Arriva poi anche la valutazione degli analisti di Cheuvreux: la previsione passa da 0,76 euro a 0,71 euro, questo il prezzo obiettivo su Unicredit.  “Underperform” è il giudizio degli operatori  (farà peggio del mercato). Leggi tutto

Spread Btp-Bund: 503 punti

Di poco ma torna su, per quelli a scadenza a 10 anni, lo tra il Btp e il Bund tedesco. Per quanto riguarda il decreto milleproroghe oggi si è riunito il consiglio dei ministri che lo ha finalmente approvato.
Andiamo ora a vedere le oscillazioni del differenziale: le variazioni sono state tra i 497 punti e i 514. Ieri la differenza di rendimento era stato di 497 punti poi salito a 503 punti, come abbiamo detto nella giornata di oggi.
Il rendimento del Btp a due anni si attesta al 5,2%. Leggi tutto

Le ripercussioni della sentenza Mondadori: Berlusconi potrebbe cedere il Milan

La sentenza parla chiaro: la Mondadori deve risarcire la Cir di De Benedetti con 560 milioni di euro, ossia un decimo dell’ultima manovra finanziaria del nostro Paese. Sicuramente per la Fininvest non sarà una cosa da nulla, sebbene si tratti di un colosso che controlla moltissime aziende. Tra queste c’è il Milan, di proprietà interamente della famiglia Berlusconi. Da alcune indiscrezioni emerge che il nostro Presidente del Consiglio potrebbe vendere la sua amata squadra di calcio per sanare il debito con la Cir di De Benedetti e fare quindi quadrare i conti. Il pacchetto di maggioranza della società potrebbe, quindi, essere presto ceduto: stando a quello che si vocifera negli ambienti v Leggi tutto

Fiat lascia Confindustria

A partire dal 1 gennaio 2012, sia Fiat Sopa che Fiat Industrial non faranno più parte di Confindustria. A dirlo lo stesso Amministratore Delegato del Gruppo, Marchionne, in una nota ufficiale indirizzata alla Marcegaglia. Come ha sottolineato Marchionne, si tratta di un addio ufficiale perché, spiega, il suo gruppo no fa entrate e uscite. Questa immediata precisazione è stata fatta per rispondere a chi, sin da subito, ha chiesto ai vertici del gruppo i margini di ripensamento in merito ad una decisione così importante come quella di uscire da Confindustria. Da Confindustria fanno sapere che, pur non condividendo le ragioni che hanno spinto la Fiat a chiamarsi fuori, si tratta di “un’associazioni volontaria di liberi imprendit Leggi tutto